Enotour – WiningPress https://www.winingpress.it Sat, 30 May 2020 10:08:54 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.3.3 SARDEGNA: UN AGRICULTORE IN CANTINA https://www.winingpress.it/sardegna-un-agricultore-in-cantina/ https://www.winingpress.it/sardegna-un-agricultore-in-cantina/#respond Sat, 30 May 2020 10:06:53 +0000 https://www.winingpress.it/?p=1001 (DDM)   La Sardegna non è solo mare, acqua stupenda. E’ anche, e meravigliosamente, vino. La Sardegna più autentica la si scopre attraverso i suoi vitigni, sia […]

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(DDM)   La Sardegna non è solo mare, acqua stupenda.
E’ anche, e meravigliosamente, vino.
La Sardegna più autentica la si scopre attraverso i suoi vitigni, sia quelli autoctoni, di straordinaria ricchezza ancestrale, sia quelli importati, perfettamente integratisi con l’ambiente insulare nel corso dei tempi.
La vocazione vitivinicola di questa terra è profondamente legata alla sua storia e cultura ed al suo territorio, da sempre ideale per la vitis silvestris e dimostrato dall’esistenza di suoi esemplari tra i più antichi al mondo, come la vite di Bacu Biladesti a Urzulei, la quale con i suoi 134 centimetri di circonferenza “non ha rivali al mondo”, come dice il prof. Mario Fregoni (Presidente onorario dell’OIV), situata in un contesto caratterizzato da tronchi di ontani, corbezzoli e querce, anch’essi pluricentenari.
Dunque un gran numero di vitigni selvatici addomesticati nell’antichità è coltivato qui ancora oggi, vitigni autoctoni la cui produzione ha un carattere fortemente identitario.
E la Sardegna non è solo Cannonau e Vermentino, ma anche altri vitigni che danno vita a produzioni di alto livello. Il vitigno Monica è, p.es., il rosso più diffuso nel sud della Sardegna.
Anche il Nuragus è una DOC molto diffusa: ha un’origine antica, forse autoctona o forse importata dai Fenici. E da queste uve si ottiene anche un ottimo vino da dessert, che potrebbe coincidere con il “Muscadeddu de Nuragus” di cui si parla in alcuni testi e atti notarili del ‘600. DOC nata nel 1975, la sua produzione è consentita solo nelle zone di Cagliari, Oristano e Nuoro.

Tra i vitigni a bacca bianca della Sardegna, è ancora oggi il più coltivato seppur con una graduale tendenza ad una riduzione delle superfici.
La notevole diffusione che questo vitigno ha avuto negli anni passati va ricercata nella sua rusticità e resistenza, nell’adattabilità ad ogni tipo di terreno e, soprattutto, nella sua generosità produttiva che una volta era fattore importantissimo.
Dalle uve Nuragus si ottiene un vino giallo paglierino, tendente al verdolino, con un naso di fiori bianchi, mela verde e note agrumate, sapido e piacevolmente fresco.
E proprio a NURAGUS, piccolo comune nel cuore della Sardegna, a circa 70 km. da Cagliari, troviamo l’Azienda Agricola SOI.
A parlarne sarà proprio il suo proprietario, Stefano Soi, un architetto di professione che, seguendo le orme del nonno agronomo Efisio, ha realizzato la sua passione in una piccola interessante azienda a cui ha impresso una precisa e “raffinata” identità anche attraverso l’utilizzo di materiali naturali tipici dell’isola.
Ho avuto modo, tra gli altri, di degustare un suo sorprendente Nuragus in anfora.

(link al video)

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Caorle: l’immutata tradizione della pesca in laguna https://www.winingpress.it/caorle-limmutata-tradizione-della-pesca-in-laguna/ https://www.winingpress.it/caorle-limmutata-tradizione-della-pesca-in-laguna/#respond Thu, 23 Apr 2020 14:25:10 +0000 https://www.winingpress.it/?p=890 Esistono tradizioni che possono diventare veri e propri rituali radicati nella storia e nell’identità di un luogo. Antichi saperi tramandati di generazione in generazione come la […]

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Esistono tradizioni che possono diventare veri e propri rituali radicati nella storia e nell’identità di un luogo. Antichi saperi tramandati di generazione in generazione come la pesca, una consuetudine da sempre legata al territorio lagunare di Caorle e alla cultura locale, che ancora oggi rappresenta l’attività economica principale dei suoi abitanti. Un vero e proprio rito che ogni giorno anima il Porto Peschereccio e il Mercato Ittico Comunale con gesti quasi teatrali, per poi deliziare i palati con pesce fresco e specialità tipiche da gustare in uno dei caratteristici ristoranti del centro storico marinaro.

La storia di Caorle narra di un antico villaggio di pescatori: piccole isole unite fra loro da ponti e canali navigabili, oggi interrati, su cui si affacciano case dai colori vivaci, tipiche della tradizione veneziana. Un territorio lagunare storicamente vocato alla pesca che comprende anche l’isola dei Casoni, in cui sorgono le antiche abitazioni realizzate in legno e canna palustre dei pescatori e delle loro famiglie, visitabili ancora oggi con suggestive escursioni in barca, a piedi o sui pedali. Oggi località di mare senza tempo, annoverata tra i Borghi Storici Marinari e ancora abitata da pescatori, Caorle conserva orgogliosa l’affascinante tradizione della pesca. Un vero spettacolo che quotidianamente (ogni pomeriggio a partire dalle 15.30), in ogni stagione dell’anno, coinvolge il suo centro storico: dall’arrivo delle imbarcazioni cariche di pesce freschissimo nel Rio Interno, dove si trova il Porto Peschereccio, alla vendita del pesce nell’adiacente Mercato Ittico Comunale. È qui che ha luogo la tipica “asta ad orecchio”, un procedimento che consiste nel sussurrare all’orecchio dell’astatore la propria proposta, in attesa che l’asta venga infine aggiudicata ad alta voce al miglior offerente. Mentre lungo il Rio Interno è curioso assistere al lavoro dei pescatori che fino al tramonto del sole preparano le reti da pesca e le barche per il giorno successivo. E proprio la tradizione peschereccia distingue anche la proposta gastronomica di Caorle: meta gourmet dell’Alto Adriatico, fa del pescato freschissimo il miglior biglietto da visita, offrendo una grande varietà di pesce che comprende anche tre prodotti ittici locali protagonisti di ricette e specialità tutte da provare. Il Moscardino, un piccolo polpo che ama i fondali sabbiosi, perfetto come antipasto ipocalorico e ottimo antirughe naturale grazie all’elevata percentuale di collagene che contiene; il canestrello bianco, mollusco dal sapore delicato spesso preparato alla griglia; le vongole di mare bio (certificazione unica in tutta Italia) allevate e raccolte nell’area antistante Vallevecchia, zona naturalistica protetta e Sito di Interesse Comunitario.
Imperdibile per gli amanti del mare, e non solo, la Festa del Pesce che nel mese di settembre coinvolge la caratteristica spiaggia della Sacheta, proprio a ridosso del Santuario della Madonna dell’Angelo, per celebrare la più importante tradizione caorlotta e i prodotti del suo mare. La manifestazione, organizzata ogni anno al termine della stagione estiva, propone stand enogastronomici, chioschi bar e tavoli in riva al mare, offrendo un menu a base pesce fresco cucinato dagli stessi pescatori secondo le ricette locali, accompagnato da vini della locale Doc Lison Pramaggiore, in un’atmosfera originale e ricca di fascino in cui vengono ricreati anche i caratteristici Casoni, simbolo tipico dell’antico villaggio di pescatori della laguna.

(credits Comune di Caorle)

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